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PROGRAMMA
MENSILE DI FONS PERENNIS

MAGGIO
“Maggio
fu il terzo mese del calendario di Romolo (…) F. Nobiliore
dice che Romolo divise il popolo in anziani o maggiori e in giovani
e juniores: quindi in onore delle due categorie chiamò questo
mese maggio ed il seguente giugno”. Altre fonti fanno derivare
il nome dal Dio Majo che altro non è che GIOVE, mentre,
per altri ancora, maggio sarebbe da ricondurre a MAJA, Dea della
Terra e moglie di VULCANO, e alla quale fu dedicato un tempio a
calendimaggio sotto il nome di BONA DEA. Ad ogni buon conto è
chiaro che si tratta di un Nume legato alla Terra e che induttivamente
non può che apparir logico l’accoppiarsi, in questo
mese, alla presenza di GIOVE, la figura di MAJA che, anche etimologicamente
non può che esser considerata l’aspetto femminile di
MAJUS.
Non vi è da stupirsi se in un mese di carattere lustratorio
e tellurico aleggi la figura di GIOVE; ricordiamo, infatti, che
ogni entità possiede molteplici e variegati aspetti e che
solo la straordinaria percezione di uomini non comuni, riuscì
a identificare impercettibili ma decise “sfumature”
della manifestazione di una forza, tanto da potergli dare un altro
nome identificativo a seguito di una concettualizzazione di una
cristallina
esperienza interiore.
APRILE
Il mese di aprile trova la sua radice etimologica più acclarata
nelle antiche festività romane chiamate Parilia, le quali
venivano festeggiate in onore della dea Pale, Signora delle Greges,
proprio il 21, giorno in cui ricorreva il natale di Roma. Su quali
e quanti fossero i riti svolti in questa solenne occasione si è
veramente scritto di tutto; lasceremo quindi all’iniziativa
dei nostri soci, eventuali ed auspicabili approfondimenti. Il mese
di aprile è sotto la protezione di VENERE, Dea dell’Amore.
Va ricordato che la parola amore deve il proprio vero significato
al termine A-MORS, assenza di morte, immortalità, che poi,
come ci ricorda Giamblico, è la stessa natura degli Dei.
Secondo la tradizione VENERE è madre di Roma, come MARTE
ne è padre ed è proprio nel mese a lei dedicato che
avviene la nascita dell’ Urbe. In questa solenne occasione
vengono resi gli onori all’ara di VESTA, luogo sacro in cui
brucia perenne il fuoco di Roma e siamo più propensi a credere
a Properzio, quando, nella I Elegia Romana, contrapponendo la antica
semplicità della festa al lusso delle celebrazioni di età
imperiale, ci racconta che “per celebrare ogni anno i Parilia,
allora ci si accontentava di bruciare del fieno,mentre oggi si compie
la purificazione con (il sangue di)
un cavallo mutilato”.
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Roma rappresenta il risultato dello sforzo di uomini, poi divenuti
superiori, i quali seppero conoscere le forze che sono presenti
nel cosmo attraverso un severo studio e una disciplina straordinaria,
entrambi diretti all’unico vero scopo della vita di un Uomo:
conoscere se stesso. Fons Perennis non rimpiange “i bei tempi
andati” e non vive di inutili nostalgie; studia ROMA per estrapolare
da essa le virtù che essa stessa ha reso atemporali. Il giorno
21, in occasione del NATALE di ROMA, Fons Perennis si reca ai Fori
per depositare un omaggio floreale. A seguire, una breve visita
guidata. L’appuntamento è per le 09:00
in via dei Fori Imperiali.
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