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ASSOCIAZIONE
CULTURALE FONS PERENNIS
MANIFESTAZIONE
PER IL TIBET LIBERO
Attimi
di commozione, donne in lacrime che si abbracciavano, mai stanche,
anche dopo due ore, di urlare “ TIBET LIBERO!!”.
Così si è conclusa ieri la marcia di solidarietà
per il popolo tibetano partita da Piazza Navona che ha raggiunto
Piazza S.Marco.
Associazioni, movimenti ma anche tanta gente comune si è
stretta in un caloroso abbraccio ai rappresentanti tibetani ed ai
monaci venuti per portare la loro testimonianza concreta su ciò
che sta accadendo.
Una piccola delegazione, silenziosa e impersonale ha presentato
il proprio tributo.
Fons Perennis ha marciato con loro!
L’associazione aveva già denunciato il proprio sdegno
per ciò che sta accadendo, ma sentire la voce di chi vive
giornalmente questo calvario, cambia nettamente la visione dei fatti.
Giustamente ci teneva a precisare, il presidente della comunità
tibetana in Italia:
” la nostra protesta non mira al popolo cinese, ma al suo
governo, e a tutti i governi che con il loro silenzio si rendono
complici della strage che il regime cinese sta attuando..”
Ci sono retroscena inquietanti dietro l’operato del governo
cinese, c’è il traffico d’organi, alimentato
dalle continue esecuzioni (ricordiamo che in Cina vige la pena di
morte); c’è lo sfruttamento di migliaia di detenuti
nei “Laogai” veri e propri campi di sfruttamento dove
i detenuti sono costretti a produrreoggetti come scarpe o borse
(saranno forse sfrittati dalle multinazionali?), lavorando 18 ore
al giorno percependo un solo pasto solo se si raggiungono i livelli
di produzione assegnati.
L’altra parte del mondo, quella ricca e civilizzata, può
permettersi poi di mostarli fieri alle serate di gala o mondane!
Sono centinaia le persone “scomparse” per essersi opposte
ed aver denunciato tutto ciò!
E’ celebre la notizia che il costo del proiettile usato per
eseguire la condanna a morte veniva addebitato ai familiari del
condannato.
Ma ora anche il famoso “colpo risolutore” alla testa
è stato abolito.
Infatti, se non sparato bene il colpo potrebbe lesionare il cervello
interrompendo repentinamente il funzionamento degli altri organi
e rendendoli inutilizzabili per il mercato clandestino!
L’esecuzione avviene ora con un colpo alle spalle all’altezza
del cuore, il corpo successivamente è pestato per svuotarlo
del sangue, infine viene esposto ad una platea appositamente chiamata
ad assistere all’esecuzione!!
Durante il corteo incessante è stato l’accorato appello,
dei circa 250 partecipanti, per la libertà del Tibet.
Ma il sogno di libertà per loro è solo una questione
di tempo
“..prima o poi il Tibet sarà libero” ricorda
il portavoce tibetano
“ ..finchè prendono il tuo corpo non è un problema,
è quando prendono il tuo spirito che la cosa si fa grave..”
questo il primo commento di un Monaco liberato dopo 33 anni di prigionia
e di torture!
Basterebbe anche solo questo per capire quelle lacrime…..
Per comprendere quel dolore….
Per avere la spinta per lottare e urlare anche noi tutti insieme
TIBET LIBERO!
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